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Tecnologie, prospettive e prevenzione: ne parliamo il 29 maggio a Lecce

L’associazione dei pazienti con Tumori Toracici Rari (TUTOR APS ETS), in collaborazione con l’Università del Salento, è lieta di presentare un importante momento di dibattito e riflessione che si terrà il 29 maggio 2026, a partire dalle ore 9:30, nella splendida cornice del Teatro Apollo.

L’incontro si inserisce all’interno della cornice del Festival dell’Energia e intende esplorare il delicato equilibrio tra sviluppo industriale e tutela sanitaria. L’iniziativa nasce dalla profonda consapevolezza che la qualità dell’ambiente rappresenta oggi una sfida strategica e immediata per il settore energetico e industriale. Le scelte produttive odierne hanno infatti ripercussioni profonde e concrete non solo sulla tutela del territorio, ma anche sulla salute stessa dei cittadini, generando costi sociali ed economici non più sostenibili.

Il programma dei lavori si articola attraverso un percorso logico e multidisciplinare, strutturato per analizzare il problema alla radice e proporre soluzioni concrete:

  • L’analisi del rischio: si partirà dall’esame delle malattie professionali strettamente collegate alle emissioni nel settore energetico.
  • Il nesso scientifico: si approfondirà il nesso di causalità che lega gli inquinanti ambientali al danno biologico e alla salute umana.
  • La responsabilità aziendale: verranno illustrate le migliori politiche industriali e le tecnologie oggi disponibili per il trattamento dei fattori inquinanti.
  • I modelli organizzativi: l’evento approderà all’analisi di strumenti gestionali in grado di rispondere alle difficoltà sistemiche e alle specifiche fragilità del territorio.

La scelta di svolgere questo evento in Puglia non è casuale, ma risponde ad un’urgenza territoriale. Non tutti sono a conoscenza del fatto che il mesotelioma – un tumore altamente aggressivo causato dall’esposizione alle fibre di amianto – registra in questa regione un’incidenza di origine ambientale superiore del 12,6% rispetto alla media nazionale.

Questo dato allarmante è legato alla persistenza di fibre nocive ancora disperse nel territorio. In passato, il mesotelioma era considerato una patologia quasi esclusivamente professionale, legata a contesti tristemente noti come l’Eternit di Casale Monferrato, la Fibronit di Bari, o l’impiego nei cantieri navali e ferroviari. Ci si sarebbe legittimamente aspettati che, con la messa a bando della produzione di amianto avvenuta nel lontano 1992, i casi diminuissero drasticamente. Purtroppo, la realtà descrive uno scenario opposto.

Come associazione TUTOR manteniamo la massima attenzione sul mesotelioma, una patologia caratterizzata da tempi di latenza lunghissimi (che possono oscillare tra i 30 e i 40 anni) e da una prognosi spesso infausta. Proprio a causa di questa complessità biologica e temporale, è fondamentale muoversi contemporaneamente su due binari:

  1. Sul fronte della prevenzione: accelerando le bonifiche ambientali, potenziando la sorveglianza sanitaria e attivando campagne di informazione capillari.
  2. Sul fronte dell’assistenza: riconoscendo la complessità della presa in carico medica e dotando le strutture di modelli organizzativi adeguati.

Ad oggi, solo 4 regioni italiane – quelle storicamente più colpite da una forte concentrazione di processi industriali – si sono dotate di un PDTA (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale) specifico per questa patologia. Il PDTA è uno strumento fondamentale per garantire ai pazienti un percorso di cura integrato, che comprende:

  • Diagnosi precoce e differenziale tempestiva.
  • Presa in carico multidisciplinare garantita da team di oncologi, pneumologi e chirurghi toracici.
  • Riconoscimento medico-legale della causa professionale o ambientale.
  • Accesso rapido a trattamenti oncologici innovativi e sperimentali.
  • Supporto psico-sociale continuo e assistenza legale per il giusto risarcimento dei danni.

La Puglia, nonostante sia  tra le regioni con Siti di Interesse Nazionale (SIN) nel proprio territorio  e rappresenti la nona regione italiana per incidenza di casi secondo i dati del registro Renam, è ancora sprovvista di un PDTA dedicato al mesotelioma.

Adottare questo strumento in Puglia, è prima di tutto un dovere civico. Significa garantire che un cittadino di Taranto o di Bari possa avere le stesse identiche opportunità di diagnosi, cura e tutela legale di un cittadino di Milano, Roma o Casale Monferrato. L’accesso al diritto alla salute non può e non deve variare drasticamente in base ai confini regionali. Significa, infine, riconoscere che il danno alla salute non è un fatto privato o una sfortuna individuale, ma l’esito di una precisa storia industriale e ambientale di cui le istituzioni pubbliche devono farsi pienamente carico.

Per offrire risposte concrete, il convegno chiama a raccolta le massime autorità scientifiche, istituzionali ed epidemiologiche del Paese:

  • Dott.ssa Mariangela Ciccarese (Dirigente Reti Cliniche e Health Pathway dell’ARESS Puglia): approfondirà il ruolo cruciale delle reti oncologiche regionali. La Puglia sta compiendo sforzi importanti per strutturare un modello organizzativo che faccia da ponte tra la prevenzione ambientale e l’assistenza sanitaria. All’interno di questa visione, il PDTA per il mesotelioma può diventare un tassello importante.
  • Dott.ssa Federica Grosso (Responsabile SSD Mesotelioma e Tumori Rari dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria): oncologa di riferimento a livello nazionale, porterà la preziosa esperienza sul campo della Regione Piemonte. Un territorio che, per aver vissuto drammaticamente la contaminazione da amianto (nei siti di Casale Monferrato, Balangero e Torino), ha sviluppato negli anni competenze cliniche e assistenziali di assoluta eccellenza.
  • Dott. Alessandro Marinaccio (Direttore del Laboratorio di Epidemiologia Occupazionale ed Ambientale dell’INAIL di Roma): ricorderà come la comunità scientifica disponga già di una mole robusta di dati epidemiologici. Questi dati non lasciano spazio a dubbi e supportano l’esigenza impellente di attivare modelli organizzativi e sanitari atti a tutelare i lavoratori e la popolazione esposta.
  • Dott.ssa Carolina Mensi (Responsabile del Centro Operativo Regionale della Lombardia per il Registro Nazionale dei Mesoteliomi): illustrerà come l’emersione e la tracciabilità delle malattie professionali siano fortemente condizionate – in positivo o in negativo – dai diversi modelli organizzativi e burocratici adottati dalle regioni.
  • Ing. Francesco Taveri (già Direttore della Centrale A2A di Brindisi ed Esperto di Sicurezza sui Luoghi di Lavoro): che illustrerà quanto le politiche di sicurezza aziendale possano arginare i rischi di esposizione per i propri dipendenti e la popolazione tutta.
  • Prof. Luigi Vimercati (Ordinario di Medicina del Lavoro dell’Università di Bari e referente COR Puglia): spiegherà come il nesso di causalità tra gli inquinanti ambientali e le patologie oncologiche sia oggi ampiamente documentato e supportato dalla letteratura scientifica. La vera sfida attuale è la mancanza di un sistema integrato capace di tradurre immediatamente questa evidenza scientifica in percorsi assistenziali certi, fluidi e tempestivi per il malato.

L’intento di TUTOR in primis è che questa giornata possa essere divulgativa e fare luce su realtà “rare” e complesse con la speranza che non rimanga un dibattito isolato, ma si concluda con un impegno da parte di tutti gli attori in campo. È necessario tracciare una strada comune e condivisa, capace di coniugare concretamente uno sviluppo tecnologico sostenibile con un accesso alle cure che sia finalmente chiaro, dignitoso e omogeneo su tutto il territorio nazionale.